Fotografia vintage: il ritorno di compatte digitali, analogiche e istantanee
Ma che ne sanno i 2000 – parafrasando il tormentone di Gabry Ponte, colonna sonora dei Millenial nostalgici come la sottoscritta – delle vecchie macchine fotografiche digitali compatte? Nel 2016, anno di uscita della hit, la Gen Z e la Gen Alpha ne sapevano davvero poco o nulla. Ma in un decennio hanno recuperato alla grande e, negli ultimi anni anche in Italia, tra TikTok e Instagram, la fotografia vintage è diventata una vera tendenza.
Perché le nuove generazioni stanno riscoprendo la fotografia vintage
Te ne sarai accorto anche tu, strabuzzando gli occhi alla vista di giovanissimi armati, anziché dell’inseparabile smartphone, di una di quelle macchinette che noi abbiamo nel frattempo dimenticato nel fondo di un cassetto.
E con loro sono tornate in voga le fotografie mosse, le luci bruciate, i flash sparati in faccia, le date impresse sugli scatti. In una parola: l’imperfezione. Quella che oggi risulta molto più autentica di tante immagini perfette prodotte dagli smartphone.
Foto-ricordo di un selfie su un soffitto a specchio durante un viaggio, 20 anni fa, a Barcellona, con la mia prima (e ancora oggi rimpianta) digitale compatta Lumix
Perché il ritorno della fotografia vintage non è solo una moda estetica, è un modo diverso di vivere i ricordi. Più lento, più tangibile, più emotivo.
Dalle macchine fotografiche analogiche (quelle col rullino!) ereditate dai nonni, passando alle fotocamere compatte dei primi Duemila ritornate in auge grazie alle ultime generazioni native digitali, fino alle moderne fotocamere istantanee che conquistano un po’ tutti, dai grandi ai più piccoli. Assistere alla magia della fotografia che si materializza tra le mani continua a suscitare stupore, sorrisi e un pizzico di meraviglia a ogni età.
Il fascino della macchina fotografica analogica
Lo ammetto: da quando ho tirato fuori dalla custodia in pelle la vecchia macchina fotografica analogica ereditata e appartenuta alla nonna del mio compagno, ho capito perfettamente il senso di questo revival.
Et voilà la Voigtländer Vito CD 24×36 35 mm, dotata di custodia originale in pelle, ereditata e appartenuta alla nonna del mio compagno
Si tratta di una Voigtländer Vito CD 24×36 35 mm completa di custodia originale, libretto di istruzioni, garanzia (!) e persino appunti scritti a mano dalla nonna su un foglietto (vintage pure quello) con i consigli sui diversi tempi di esposizione in base al meteo e sulle impostazioni dell’apertura dell’obiettivo.
Il biglietto (vintage, come la macchina fotografica) con gli appunti scritti a mano (dalla nonna) sui tempi di esposizione e indicazioni per l’apertura dell’obiettivo
Oggetti che raccontano un’epoca in cui fotografare non era immediato. Si sceglieva con attenzione quando premere il pulsante, perché non si poteva controllare subito il risultato su uno schermo e il rullino non era infinito.
Con una macchina fotografica analogica il risultato finale dello scatto non è mai scontato e dipende, oltre che dalla sensibilità estetica, anche dalla capacità tecnica di regolare manualmente i parametri fondamentali come tempi di esposizione e apertura del diaframma
Ed è forse proprio questo il motivo per cui oggi la macchina fotografica analogica affascina di nuovo tanto: trasforma ogni fotografia in un ricordo unico, nulla a che vedere con le migliaia di file destinati a perdersi nello smartphone.
Il fascino delle vecchie macchine fotografiche è legato anche alla voglia di tornare a maneggiare un oggetto bello di per sè e dedicato a una funzione specifica, come quella di immortalare qui e ora i nostri ricordi di domani
Su di me, nata nel 1983, quella fotocamera vintage esercita un grande appeal. E credo che lo stesso meccanismo, traslato di una generazione, sia quello che oggi spinge tanti ragazzi a riscoprire le compatte digitali dei primi anni Duemila.
Cucù… eccomi dietro alla macchinetta fotografica vintage: perfetta compagna e oggetto di scena per shooting dal sapore retrò e che per l’appunto ho usato anche per raccontarmi sul mio blog Casa con Svista
Il revival della fotocamera digitale compatta
Obsolete fino all’altro ieri, le fotocamere digitali compatte sono tornate al centro di un revival estetico legato anche all’universo Y2K (letteralmente “Year 2000”), termine che indica l’immaginario dei primi anni Duemila, tra tecnologia ancora imperfetta, estetiche pop e primi dispositivi digitali di massa.
Questo ritorno non riguarda solo gli oggetti in sé, ma anche lo stile fotografico che producono: la cosiddetta “digicam aesthetic”, cioè l’estetica tipica degli scatti realizzati con le compatte digitali di quegli anni. Foto sgranate, flash diretto, colori saturi e imperfezioni che oggi vengono ricercate proprio perché più autentiche.
La mia prima digitale compatta anni Duemila
Sui social questo immaginario è ovunque: vecchie Canon, Nikon, Sony o Panasonic vengono recuperate dai cassetti, ricercate nei mercatini o nei tanti portali online e app oggi dedicati alla compravendita dell’usato.
Le mie compatte digitali degli anni 2000
E qui entra in scena anche la mia prima compatta digitale: una Panasonic Lumix DMC-FX3 con ottica Leica, che ho amato profondamente e che ancora oggi rimpiango.
L’avevo comprata quando ancora lo smartphone non era il nostro principale strumento fotografico. Mi ha accompagnata nei viaggi e soprattutto nei primi anni da giornalista, quando lavoravo come cronista locale.
Per questo shooting alla mia vecchia fotocamera digitale Panasonic Lumix ho scelto di abbinare un altro must di un decennio precedente: la cartella in stile Naj‑Oleari che impazzava tra gli anni ’80-’90. Te la ricordi?
Purtroppo si è rotta durante un viaggio a Berlino, schiacciata nel trolley a causa delle rigide misure del bagaglio a mano. Continuo a conservarla come una reliquia: la prima macchina fotografica non si scorda e getta mai!
Nonostante la compatta avuta in seguito fosse molto più performante (una Canon PowerShot SX230 HS), non ho più ritrovato la stessa sintonia e sensazione di padronanza che ho provato con quella prima Lumix. La Canon ha avuto vita breve, sostituita rapidamente dall’avvento dello smartphone, che si è imposto grazie alla sua multifunzionalità e alla semplicità di condivisione degli scatti.
La mia Canon PowerShot SX230 HS oggi passata di testimone a mio figlio di 10 anni
Oggi sta vivendo una nuova giovinezza: è diventata la macchina fotografica di mio figlio di 10 anni, in particolare durante le gite scolastiche. Trovo che sia un ottimo approccio per imparare i primi rudimenti in modo consapevole e restituire alla fotografia più valore. In un’epoca in cui immortaliamo qualsiasi cosa in automatico, senza nemmeno riguardarla, usare una macchina fotografica dedicata ti porta a fermarti, osservare, scegliere e dare più importanza allo scatto stesso.
Per immortalare l’ultima compatta acquistata ancora una decina di anni fa, oggi usata dal mio bambino, ho inserito nell’inquadratura alcuni giochi dal mood retro come la fisarmonica e un mini videogioco arcade
Fotocamera istantanea: il ritorno del ricordo tangibile
Se le compatte digitali rappresentano un flashback negli anni 2000, le moderne fotocamere istantanee ci riportano al piacere della fotografia stampata subito (lanciata nel 1948 negli Usa da Polaroid).
L’ultima arrivata in casa nostra è una Fujifilm Instax mini 12 lilla ricevuta a Natale da mia figlia di 7 anni, completa di custodia in tinta e kit creativo per archiviare e decorare le fotografie.
Per sfruttare tutte le potenzialità delle moderne istantanee, oltre alla custodia in simil pelle tono su tono e alle cartucce di ricarica per le pellicole, non può mancare un kit con cui incorniciare, decorare, appendere le foto appena stampate
Le nuove generazioni impazziscono per l’istantanea. Più che per l’immediatezza del risultato (a cui ormai di questi tempi moderni siamo fin troppo abituati), credo che a conquistare sia banalmente la concretezza di ottenere una foto da tenere in mano, in un tempo dove tutto resta altrimenti intrappolato negli schermi.
Un kit per la decorazione delle foto istantanee ti consente di incorniciarle, aggiungere degli sticker, appenderle con spago e mollettine, insomma di godere fin da subito della compagnia gioiosa di un ricordo appena impresso nella memoria e su pellicola!
La fotografia istantanea restituisce valore ai ricordi: li rende oggetti da appendere, conservare, regalare o collezionare.
Dalla fotografia vintage al journaling creativo
Fotografia vintage e creatività si incontrano perfettamente. Le foto stampate possono trasformarsi in decorazioni per la casa, moodboard di viaggio, pareti ricordo, album handmade oppure pagine di bullet journal e journaling creativo.
La moodboard che ho creato per il nostro viaggio in California, leggi l’articolo che ho dedicato qui su Be-A ai consigli per creare delle moodboard di viaggio
Un modo semplice ma bellissimo per dare nuova vita agli scatti e portarli davvero dentro la quotidianità, invece di lasciarli dispersi nella memoria del telefono.
E forse è proprio questo il vero motivo dietro il ritorno di analogico, compatte digitali e istantanee: il bisogno di rallentare e tornare a custodire i ricordi in modo più concreto, autentico e personale.
Hai anche tu qualche vecchia fotocamera nel cassetto o hai riscoperto il piacere delle foto stampate e dei ricordi tangibili? Condividi i tuoi cimeli vintage e le tue idee creative legate alla fotografia con la nostra community taggandoci su Instagram @bea_ideecreative
Un caro saluto e, alla prossima, ciao ciao!
Gloria | Giornalista, blogger, podcaster e youtuber di Casa con Svista
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